domenica 1 luglio 2012

Banalità assortite

Ieri sono stata al Gay Pride.
Quello di Napoli più precisamente (visto che si e' detto che dobbiamo far capire ai tre lettori anonimi e silenziosi quanto piu' e' possibile ;))  ).
Bella manifestazione, un sacco di gente, musica a palla, sudore, sabbia (eravamo sul lungomare), Drag Princesses e Drag Queens e Giggino il sindaco.
Mo' vorrei premettere che, per una serie di circostanze la vita mi ha portato a conoscere e frequentare una community di lesbiche, con le quali mi sono trovata benissimo, belle persone e non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo.
Per un'altra serie di circostanze ancora più anomala, dopo un certo numero di anni ho ritrovato un amico a cui, a suo tempo, piacevo e che oggi e' felicemente gay, fidanzato da anni ed ho un ottimo rapporto sia con lui che con il suo compagno.
Io non ho pregiudizi, non di questo genere almeno.
La fatica che faccio, tantissima, e' quella di continuare a permettere alle persone di esprimere la loro opinione anche quando e' manifestamente viziata da pregiudizi.
Detto questo veniamo al dunque... 

Perché quando si va ad una manifestazione come il Gay Pride si e' costretti a giustificare la propria presenza?
 
Ma veramente, guardate, io proprio non capisco.
Perfino mia madre, che da giovane aveva pregiudizi un po' su chiunque, oggi si e' aperta al diritto alla propria sessualità.
E mia madre e' classe '33 eh... mica una giovincella.
Quindi, dicevo, perché esistono persone che ancor oggi pensano che per partecipare ad un raduno gay bisogna essere per forza gay?
E' nei confronti di queste persone che fatico molto a porgere la mia democratica altra guancia.
E' a queste persone che vorrei chiedere se mai nella vita si sono sentite discriminate, per una qualsiasi cazzarola di ragione e se, per caso, forse, ci sono rimaste male...
Concludendo, sono queste le persone che manderei democraticamente affanculo, ma giusto così, per equita'.
Ho mandato affanculo per molto meno, ecco.
Cio' detto mi piacerebbe parlarvi di uno degli organizzatori di questo Gay Pride che e' il figlio di un ex compagno di una mia parente e che ha una faccia furbetta e per questo secondo me piace pure alle donne.
Quelle poche che anocra non sanno che e' gay.
Mi piacerebbe parlarvi della madre di questo ragazzo, una signora di oltre settant'anni che ha avuto una vita interessantissima che io a quasi cinquanta non ho fatto nemmeno la decima parte delle cose che ha fatto lei.
Mi piacerebbe parlarvi pure di una mia "ammiratrice", che avrebbe voluto vedermi in toga, e sotto la toga niente, che mi corteggia come farebbe un uomo, pur senza avermi mai incontrata di persona.
Però così scadrei nel trash, oltre che nel banale e quindi mi astengo...
Ne riparliamo l'anno prossimo, al prossimo Gay Pride.
Che mi sa che lo faranno ancora perché se c'e' ancora tanta gente col pregiudizio, vuol dire che ci sara' ancora bisogno per molto di combattere per i diritti dei gay.

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